L’ennesima e inspiegabile censura? (La Buca di Maspero)

Ci risiamo.
Il nostro amico e collaboratore Riccardo Gili (leggi il suo articolo “I due assenti ingiustificati”) questa mattina ha pubblicato una riflessione nel popolatissimo gruppo “Tutti i granata su Facebook (vediamo quanti siamo)“, un network che, per intenderci, vanta quasi quarantamila iscritti e raduna con zelo tutti i Cairoboys più convinti e aggressivi.
Poco dopo ci ha proposto di diffondere il pensiero anche qui, nella rubrica “gli articoli dei nostri lettori” ma, inspiegabilmente, il post è stato rimosso.
Noi ci occupiamo di combattere la censura da sempre: a gennaio dello scorso anno ci eravamo già adoperati per divulgare questi spiacevoli episodi.
L’atteggiamento di tappare la bocca a chi non è allineato, o a chi difende un proprio pensiero, va però avanti con la stessa intolleranza di prima.
Ci stiamo sbagliando? Il post non è stato cancellato e la causa è un problema tecnico sulla pagina? Perfetto: ci aspettiamo l’immediato ripristino.
Ecco, di seguito, la riflessione incriminata.

di Riccardo Gili
Noi granata siamo ipercritici, duramente realisti o inguaribili sognatori? La vita è bella perché è varia e gli stati d’animo che ci regala il Toro ne sono lo specchio irrinunciabile. Servono tutte queste forme di tifo, secondo me. Sto discutendo amorevolmente con alcuni amici tifosi, come Marco Fratta, Francesca Perreca o Davide Cannistraro se la striminzita e smunta vittoria in rimonta con il Brescia mezzo retrocesso abbia ringalluzzito qualche tifoso precedentemente depresso. In questo caso, se pur ci fosse qualcuno così folle da illudersi dopo questo minimo sindacale, a mio avviso non sarebbe così grave. A parte che c’è qualcuno che davvero ci fa? Io non l’ho visto… chiedo per un amico… Marco e Francesca mi dicono di sì… ma a me sembran davvero pochi…
Comunque questi ipotetici salmoni (che nuotano contro corrente) farebbero amorevolmente parte della terza specie di malati di virus Granata. L’inguaribile sognatore. Che non è un pirla a priori ma che vede tutto bello e non aspetta altro. Fino anche a difendere l’indifendibile. Irrita un po’, questa categoria, ne convengo. Soprattutto quando resta miope rispetto all’ineluttabile o entra in polemica con argomenti deboli. Oppure quando si auto definisce la sola dotata di cuore granata o vero spirito tifoso. Tuttavia ha dei vantaggi. Gode almeno per qualche attimo, non è cosciente della realtà e quindi soffre meno e si prende gli insulti almeno di una delle altre categorie, se non di entrambe, con stucchevole auto flagellazione godereccia tipo pungiball. Le altre 2 categorie (ipercritici, duramente realisti) vanno per la maggiore di questi tempi e sono più identificativi della massa attuale del nostro tifo essendo gli insulti e le critiche a tutto il mondo Toro legittimamente e fieramente all’ordine del giorno. Soprattutto verso Cairo, mister e spesso alcuni giocatori -con Zaza in pole position. E questi tifosi sono estremamente strumentali ad una difesa di identità necessaria e nobilmente tesa a garantire la nostra sussistenza oltre Cairo. Lui. Il colpevole di tutto tranne del Covid. Che ha rotto i coglioni a entrambe le specie in questione e (magari meno nel profondo) in parte comunque anche agli inguaribili ottimisti. Il suo NPS (net promoter score) è ormai a meno di 5 punti su 100 a mio avviso. Quello che però è importante, e a mio avviso sfugge a Marco e Francesca (che adoro) è che esista questa dialettica. Che queste discussioni restino vive ma oneste, senza cadere nello sberleffo eccessivo ma soprattutto nell’apatia più totale. Apatia. Questo mi spaventa molto di più del tifoso inguaribile ottimista. Perché se anche ci fosse qualche sognatore almeno egli da linfa alla nostra fede. L’apatico invece la fede la sta perdendo o l’ha già sepolta. E se questo sentimento da lock down del tifo prende piede, il Toro muore.

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