Dove abbiamo sbagliato? (Franco Zolaudia, La Buca di Maspero)

di Franco Zolaudia
Difficile da credere, sono attimi in cui ti scappa da ridere. Non fai in tempo a prendere coscienza del risultato finale della partita, mentre stai preparando l’immersione di sabato, che il web si colora di variopinti animaletti.
Saltano fuori generalmente dai social, ma c’è anche chi si manifesta con Whatsapp, cercando fastidiosamente un cameratismo che non arriverà.
“Hai visto? Finalmente il cuore granata trionfa, il buio è alle spalle”.

Trasecolo, devo rileggere. Cerco addirittura di informarmi di più sulla partita per comprendere se essa sia stata suggellata da azioni in astronave, ma nulla di tutto questo. E allora che minchia vuole questo? “Cuore Granata”? Ma sa di cosa parla? Vorrei tornare ai dettagli dell’immersione, ma ormai ho la pulce nell’orecchio e faccio, sbagliando, un salto sui social.

Poveri noi, il cielo sta piangendo.

Animaletti che saltano fuori dappertutto e che ce l’hanno con i gufi che ci vedevano già in B, altri che finalmente dicono che “è ora di smetterla con la contestazione a Cairo”, gioia incontenibile, persone solitamente irreprensibili che esordiscono con “Cairo se ne deve andare, ma…”.
Come “ma”. Cosa vuol dire “ma”? Non c’è un “ma”. Basta così poco per farlo spuntare?

Sbucano tanti piccoli personaggini che credevi partiti per l’Alaska, alla ricerca del pullman di “Into the wild”. Chi dice che ora si può programmare il futuro, chi inizia a cibarsi del concetto di “annata storta”, chi lo mastica, lo digerisce e lo ripete. Sarà la colonna sonora di luglio e agosto, vedrete.
Il web è in ginocchio e sta impazzendo senza dignità per una salvezza (ancora da venire) ottenuta con buona dose di fortuna contro squadre di scappati di casa e se la prende con chi contesta, con chi non tifa a prescindere, con chi non fa i calcoli alla fine. Lasciamo perdere la retorica melassosa: c’è chi non aspetta altro.

Riguardo ancora il tabellino, mi devo essere sbagliato.
Dunque, Torino FC – Brescia 3-1. Ho letto bene? Brescia, non l’Olanda degli anni ’70. Primo tempo 0-1. Verdi fa gol, ma in realtà è un’autorete.
Qualcosa continua a sfuggirmi. Il Brescia. Cosa ci sarebbe tanto da festeggiare come matti, prendendosela oltretutto contro l’unica parte di tifoseria che da tempo sta cercando di risvegliare le coscienze?

Questa mattina il paparapero di certi siti verso chi gli paga (forse) uno stipendio, è sconfortante. Uto Ughi non avrebbe saputo suonare meglio il violino.
Ricontrollo i miei dati, forse sono io che sbaglio.
17 sconfitte, 57 gol subiti. 2 derby persi che si aggiungono agli altri. Risultato 18.

Tifoseria infiltrata e addomesticata, interisti mandati a menare chi contesta il padrone, moria di tifosi, più che dimezzati in 15 anni, bacheca trofei desolante come il Robaldo, Zaza in squadra (a proposito, qualcuno delira che “con lui in squadra” non si perda…
Continua a sfuggirmi qualcosa.
Se è bastato un secondo tempo col Brescia a fare ricomparire questo devastante spirito umiliante, cosa potrebbero fare 3-4 partite? La gente porterebbe di nuovo i fiori a Cairo?

Basterebbe il biscottino per avere la marmaglia nuovamente adorante?

La sensazione è di avere a che fare con i tifosi di una persona, non certo di una squadra che esiste ormai soltanto nel nome. Immagino il resto. Via con il nuovo anno, con le nuove promesse e con questi geni da social che ci spiegheranno che noi non siamo il Barcellona, che bisogna stare vicino alla squadra, che l’anno prossimo sarà quello della consacrazione. Con la sensazione che anche questa volta il manovratore l’abbia fatta franca.

Mi chiedo: dove abbiamo sbagliato?

Quando è stato che non siamo intervenuti, vedendo i nostri figli, amici, parenti tutti, dare i primi segni di questa mostritudine? Perché abbiamo lasciato che facessero?
Soprattutto, chi vuole ancora avere a che fare con gente come questa?
Se lo spirito è stato macellato a tal punto da auto ridicolizzarsi e sculettare gioiosi verso il Padrone, roba che Elettra Lamborghini sembrerebbe una statua di marmo, a che serve prendersela?

Qualcuno dirà che posso pure tornare alle mie immersioni, ed è vero.
Spesso, però, non vorrei farle da solo.

Franco Zolaudia è nato a Torino il 4 novembre 1970. Fotografo, amante delle immersioni subacquee e di tutto ciò che ha che fare col mare, non sopporta, oltre che i cori russi, la deriva attuale del Torino FC.

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1 thought on “Dove abbiamo sbagliato? (Franco Zolaudia, La Buca di Maspero)

  1. Forse non avete compreso bene il senso: è vero che basta pochissimo per ringalluzzirci, ma è anche vero che il 99% dei commenti di oggi, dicono chiaramente che ieri si è finalmente vinto, ma anche contro una delle peggiori squadre di serie A e che l’unica cosa che contava era proprio la vittoria, NON perchè così Cairo ci torna simpatico, ma perchè il Toro in B, non lo vuole vedere nessuno!!! Ora, al netto della prestazione, che è stata appena decente e al netto di tutto quello che è successo in questi ultimi anni (inutile continuare a rivangare, non siamo nè ciechi, nè smemorati), continuare a vedere tutto nero finchè il presidente non se ne sarà andato, non serve a niente. E voi lo sapete benissimo, perchè si può stare qui a disquisire per anni sulla questione, ma dovete ficcarvi in testa che il Torino FC, E’ DI CAIRO! Io non lo vorrei come presidente a partire da domani, ma se lui decide di rimanere, ne ha tutto il diritto. Non vi piace? Lo odiate? Lo volete vedere scappare via da Torino? Benissimo!!! Mi unisco a voi, ma è lui e solo lui che può decidere di andarsene. L’unica cosa che si può fare è sperare che se ne vada, ma continuare a tifare è un obbligo per tutti i granata… Chi non tifa, può anche farlo, basta che non continui sempre a lamentarsi. E inoltre, io tifo per TUTTI i giocatori che vestono il granata, anche se non mi sono simpatici o se giocano da cani. Questa è la cosa che a voi manca e che fa imbestialire i VERI tifosi granata (non i tifosi di Cairo, beninteso) perchè tifare contro solo per dire “io avevo ragione”, è la cosa più stupida che si possa fare. Continuate pure a scrivere, ne avete il diritto, ma non lamentatevi se la gente non è del tutto d’accordo con voi!
    Cordialmente.

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