“Bocca di rosa” di De Andrè diventa “Naso di rosa” di Mauro Saglietti

Dopo il grande successo di “‘Nduma” (leggi qui), lo scrittore Mauro Saglietti ha deciso di tuffarsi nel cantautorato d’élite del secolo scorso rivisitando, nientepopodimeno che, “Bocca di rosa” del maestro Fabrizio De Andrè.
Vi suggeriamo di vivere questa esperienza nel modo in cui l’abbiamo vissuta noi: cantando.

Mauro Saglietti – NASO DI ROSA

Lo chiamavano Naso di rosa
amava lo sniffo e amava il profitto,
lo chiamavano Naso di rosa
sniffo e profitto sopra ogni cosa

Appena messo su quel balcone
nella piazzetta, il pubblicitario,
tutti speravano già al primo sguardo
di aver trovato un miliardario

C’è chi sperava di far baldoria
chi ripagare un’umiliazione
con Naso di rosa né l’uno né l’altro
e dopo tre anni retrocessione

E l‘interesse spesso conduce
a disprezzare le inutili voglie
Storia e Valori, se ho ben capito,
senza guadagno lui te li toglie

E fu così che da un anno all’altro
Naso di rosa si portò addosso
squadra modesta, quattro cagnette
e Panzopoldo che mangia l’osso

Poi la comare d’un paesino
non bella certo e vendicativa,
lo idolatrava sempre a tal punto,
fino a cospargerlo di saliva

Si sa che i granata allevavano i figli,
forti e tremendi nel loro Tempio,
ma anche i più tosti diventan conigli
per giustificare un enorme scempio

Così ci fu un vecchio con giovane moglie
che dalla testa perdeva le foglie,
si prese la briga e il cattivo gusto
di spacciarsi con tutti per l’uomo giusto

Poi rivolgendosi a vecchie barbute
Naso di rosa ebbe parole argute
“Il vostro squadrone sarà fallito”
se un giorno io sarò destituito”

E si recò anche dal commissario
dicendogli senza parafrasare:
“In quella curva tra tanti clienti
c’è chi si reca per contestare”

Non arrivarono quattro gendarmi
con i Petracchi, con i Petracchi
ma ci mandarono gli altri bastardi
con cinghie in mano e con le armi

Gli scribacchini, è storia di ieri,
al proprio dovere son venuti meno,
a Naso di rosa, pensiero uniforme,
speravamo che si rompesse il freno

Cena di club, lì c’erano tutti,
dal commerciante al ciarlatano,
cena sociale c’erano tutti
con gli occhi rossi ed il battimano

A riverire chi per un poco
senza pretese e con poche spese
a riverire chi proprio per poco
sconfisse il Trento e la Solbiatese

C’era un cartello oro
con una scritta nera
diceva “Caro Naso di rosa
non è finita la Primavera”

Quanta mestizia, ti dan del maiale
dopo che perdi con l’Acireale,
ma la saliva dall’arco scocca
cola veloce di bocca in bocca

Così alla cena di club successiva
molta più gente che lo riveriva
chi manda un bacio, chi ha il batticuore
Chi col catetere grida “Amore!”

Se costa poco, lui non disprezza
e arriva da zona retrocessione,
che bene effimero prender Strefezza,
per gli altri c’è Cassa Integrazione

E con le ex vergini in prima fila,
e Naso di rosa poco lontano
siamo uno spasso per tutto il paese,
con l’osso sacro svenduto a un nano!

Leggi QUI gli articoli di Francesca Perreca
Leggi QUI gli articoli di Marco Fratta
Torna alla home

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *