Il mio 4 maggio fatto di vita (F. Perreca, La Buca di Maspero)

di Francesca Perreca
Settantuno anni fa, quella sera, era tutto pioggia e nebbia.
D’un tratto nel cielo cupo sopra Torino, un tragico rombo, un boato assordante, un fulmine che spezzò la vita e creò la Leggenda.
Oggi la giornata è serena. Il cielo azzurro, senza più una nuvola -spazzata via dal vento- e dopo una lunga attesa… è risuonato un pianto acuto e meraviglioso.

Il tuo! Sei nata tu.

Tu che hai invaso la vita della tua mamma, la mia e le vite di chi ora dovrà rimboccarsi le maniche.
Rimboccarsele, proprio come facevano gli Invincibili, perché è così che Valentino e compagni si davano la carica per vincere. E vincevano.

Noi, invece, lo faremo per te, per amarti.
Una cosa semplice e naturale ma allo stesso modo difficile… perché a te il destino non ha fatto sconti.

Sono sicura che avrai la dolcezza della tua mamma (spero anche i capelli ed il naso) ma mi auguro che dal tuo papà prenderai il sarcasmo e la passione per il calcio, che cercherò di trasmetterti un pochino anche io, che sono una zia acquisita.

Ti parlerò del tuo papà che aveva chiamato a raccolta tanti ragazzini e creato una piccola società di calcio. Ti parlerò della sua passione per il pallone e per quello che ha rappresentato per quei bimbi. Ti parlerò del suo desiderio di farti sgambettare su quel rettangolo verde e vederti felice. Ti parlerò delle nostre simpatiche discussioni perché, anche se tifava Inter, aveva un grande rispetto per questo giorno particolare a tinte Granata.

Oggi, 4 maggio 2020, è una data di cui sono già “gelosa”, poiché ricca di storia e di emozioni e, guarda caso, sei nata tu!

Ed oggi mi piace immaginare te, Amico mio, che da lassù stai raccontando agli Invincibili che una parte del tuo cuore è rinata per vincere e per amare.

«La tragedia non è morire, ma dimenticare»

Per sempre, più un giorno, FVCG

Francesca Perreca
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