Apologia di Urbano Cairo (F. Perreca, La Buca di Maspero)



di Francesca Perreca
Oramai è nota a tanti la mia ostilità nei confronti del signor Cairo
In passato lo ritenevo un pessimo comunicatore, pur essendo lui un uomo di pubblicità ed editoria. Presto, però, ho capito di che pasta fosse fatto quando ci (che sta per i tifosi Granata) disse: “mica volete fallire di nuovo“, inculcandolo come un mantra ai suoi adepti.

Dopo questa sua affermazione, capii che non esiste nulla di più meschino di un uomo che sfrutta la paura degli altri, e gli altri in questo caso sono i tifosi della squadra di cui è presidente (per la sua personale ascesa). Successivamente, ho assistito ed ascoltato altre ingloriose dichiarazioni che mi hanno condotto a non avere più la speranza di ritrovare il mio Toro finché quest’uomo ne è il presidente.

Quindi, come si sul dire, ci avevo messo una pietra sopra. Ma al peggio non vi è mai fine. Accade che esce “a sgamo” un video in cui si vede il signore sopracitato che si frega le mani e si gongola per il suo fatturato in crescita, in queste settimane di pandemia, morte e dolore.
Nell’arco di 4 minuti ha srotolato cifre (per me, comune mortale, inarrivabili), parlato degli ascolti della sua TV e soldi soldi soldi che ad un certo punto ho pensato che sbucasse fuori Mahmood a battere le mani.

Insomma: questa tragedia a cui stiamo assistendo è per lui fonte di guadagno. Ma come? Proprio lui, che qualche settimana fa era apparso in una trasmissione della sua emittente a dire che “era necessario chiudere tutto per il bene dei cittadini, per non mettere a rischio i lavoratori“, ora pensa al business. Inizialmente ho pensato di aver capito male, di aver frainteso tutto: lui non specula, orsù, il suo era un discorso motivazionale stile Mel Gibson in Braveheart. Talmente motivazionale che è entrato nel cuore di qualche suo dipendente che ha ben pensato di divulgarlo… chissà perché.

A me non stupisce il modus operandi del sig. Cairo. Ho semplicemente avuto conferma del suo menefreghismo, del suo arrivismo e della sua irrispettosità
Scoperchiato questo vaso, inoltre, sono giunti puntuali come i treni giapponesi i soliti noti che: “è un imprenditore“, “cosa avrebbe dovuto dire ai suoi dipendenti?“, “non fate i moralisti“, eccetera.
Pensate un po’: costoro che scrivono apologie che neppure Platone, sono gli stessi che si indignano quando quelli là fanno striscioni, commettono nefandezze anche al di là dello sport, denigrano il prossimo e non portano rispetto per i morti. 
Differenze? No… è la medesima incoerenza! 

Francesca Perreca
Leggi QUI i miei articoli
Leggi QUI gli articoli di Marco Fratta
Torna alla home

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *