Nemmeno più i fischi vi meritate (F. Perreca, La Buca di Maspero)


(Ci teniamo a cominciare ringraziando Fabio Ricci per la premurosa esternazione. Sappia(te) che noi comunque arriviamo. Sempre!
La Redazione)

di Francesca Perreca
La partita non l’ho vista. Avevo altro da fare. 
Però, mentre stavo andando ad un appuntamento, ho sintonizzato la radio e ho ascoltato la cronaca dei primi dieci minuti del secondo tempo. Quando hanno annunciato il cambio di Verdi per Laxalt, ho detto: “lo stratega vuole difendere il risultato al 55esimo, così la perderà“.

Mentre lo dicevo, mi sono resa conto che in auto ero da sola e che quindi parlavo con quella parte di me che ancora vuole provare amore per il Toro. Ma come dico sempre, quando c’è poco da fare: se in amore devi insistere, allora forse è giusto lasciare perdere.

Ed è quello che vien voglia di mettere in pratica nei confronti di quello che fu il Toro. Ad oggi, cosa trasmette questa società-azienda? Niente. Anzi, scappatoie.
Il presidente del Torino F.C. 1906 sarebbe in grado di far credere che io sono magra. Direbbe che non è colpa mia, che mangio la lasagna, ma della lasagna che era nel forno. Direbbe che non è colpa mia, che non faccio dieta, ma della dieta che non è adatta a me. Direbbe che non è colpa mia, se passo giornate ad oziare sul divano, ma che il divano è un po’ troppo comodo. Quante scuse.

Le famose scuse di chi è un colpevole senza scrupoli e che ha fatto dell’inganno la sua carta vincente. Innegabile che, chi fa ciò, ha un grande potere demagogico. Volergli credere, è un attimo… mentre provare a far capire che è un abbindolatore seriale può trasformarsi in una lunga battaglia (proprio quella che noi stiamo combattendo).

Il vincitore dovrebbe essere solo uno: il TORO! E invece…
Chiedo scusa se sono stata petulante e ripetitiva. Anche in precedenti articoli, intendo. Ma vi chiedo: cosa c’è da dire che non sia stato già detto?  Forse anche Sirigu e Belotti, se fossero stati spettatori di ciò che è accaduto ieri, avrebbero avuto da ridire della prestazione e delle scelte tattiche.
Onestamente, ora come ora, nemmeno più i fischi e i mugugni vi meritate.

Francesca Perreca
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