Adesso basta, per davvero (Perreca) / Solidarietà ai Torino Hooligans (Fratta)

di Francesca Perreca
Sabato abbiamo perso.
Un sonoro 3-0 a favore dell’Intel ed ogni gol aveva il sapore dell’affossamento. Amarezza.
La prestazione indecorosa avalla la mia continua percezione che questo allenatore non abbia la minima idea di come far giocare lasquadra e, inoltre, conferma quello che affermavo già la scorsa stagione: con il non-gioco i risultati è difficile raggiungerli. Per questo, come tutti sanno, sono stata attaccata e insultata.

Negli ultimi anni mi è stato detto e spiegato che il calcio è cambiato, che mi devo adeguare. Brutto verbo per un tifoso del TORO.
Per cui, sempre secondo qualcuno, dovrei digerire chi non ha nessun interesse per il TORO. Anzi, bisogna pure ringraziare perché il Torino FC 1906 è stabilmente in Serie A. Perché al tifoso medio di questo Torino pare che non importi se si gioca male, se ogni stagione é diventata uguale alle altre. “Cosa vuoi” ti dicono “la dimensione del Torino è questa. Vuoi fallire? Vedrai che la prossima stagione sarà quella della svolta“.

Ma il tifoso del TORO  è veramente questo? A me non sembrava. Da quattordici anni a questa parte, tali pensieri ed altri ancora si sono consolidati, hanno messo le radici nella mente di molti e hanno permesso di cancellare l’integrità e l’orgoglio. Quattordici anni di totale menefreghismo, di mancanza di ambizione, di prese in giro,  di intrallazzi societari con la conseguenza di un becero servilismo per chi ha accettato il silenzio in cambio di qualche posto gratis in quella curva (chi, per intenderci, ha creduto che questo fosse il toro più forte degli ultimi 30 anni).

Sabato sera sono stata pervasa da un mix di disgusto, rabbia e delusione. Il mio lui mi ha vista con le lacrime agli occhi e mi ha detto: “se vuoi ti porto via da qui“. Era il 75′. Mentre ci stavamo facendo largo fra i tifosi, un sommesso #CAIROVATTENE viene intonato dalla Maratona e per un attimo ho capito che “a tutto questo” si può davvero mettere la parola fine. Se si vuole. 

I fatti accaduti sabato sera (che non verranno analizzati in questa sede, lo lascio fare a chi di competenza) mi hanno portato alla consacrazione di ciò che ormai penso da un po’. Un uomo che sfrutta i propri tifosi e che si fa forza della paura del passato solo per ingrassare le proprie tasche è un arrivista codardo.
Sabato abbiamo perso. Ma solo sul campo.
Francesca Perreca
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di Marco Fratta
Le immagini scorrono sulla mia bacheca Facebook con severità. I dettagli, col passare dei minuti, aumentano e si fanno sempre più cattivi. L’antefatto: l’avido mandrogno ha venduto 400 biglietti della curva Primavera agli ultras nerazzurri. Una cosa che non si è mai vista in nessuno stadio del mondo: se il settore ospiti è pieno, ci sono i Distinti. La curva Primavera è sacra, poiché ci si radunano vecchi ultras e dissidenti della nuova gestione della Maratona. Per intenderci, quello è un settore dove si fa il tifo per davvero.

Pochi minuti prima della gara, la situazione si infiamma e gli ultras interisti tirano fuori spranghe e coltelli, sotto gli occhi turbati di bambini e anziani. Come può essere stato possibile, considerando che un sacco di volte all’ingresso della Primavera mi è stato requisito un minuscolo accendino?

Pochi steward placano gli animi e interviene la Digos: convocazioni in questura ai danni di alcuni Torino Hooligans, cinque arresti. Inizia, come di consueto, il circo del Daspo.

La Buca di Maspero esprime la massima solidarietà ai fratelli granata coinvolti in questo scempio, augurandosi che l’avvocato Marengo possa fare tutto il possibile per ottenere chiarezza e giustizia. Siamo vicini anche a tutti coloro che stanno subendo censure e aggressioni sui social network: SIAMO CON VOI E NON MOLLIAMO MAI.
Marco Fratta
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