Mister Tavernello: “Granata, ispiratevi a Chiellini”. Ecco la punta dell’iceberg del peggior Toro di sempre (Fratta / Perreca)

di Marco Fratta


Già mi aspetto gli altisonanti -e consueti- commenti di chi si limita a leggere solo il titolo: “ma quale peggior Toro di sempre! E Cimminelli? E il Cittadella? E tutta quella serie B?” e via andare. Canzoni che hanno sempre gli stessi accordi e lo stesso ritornello ma che, ahinoi, non centrano mai il punto.

Come più volte discusso con altri tifosi sui social, con peggiore di sempre mi riferisco alla presidenza Cairo.

Quasi quindici anni di violenza estetica, etica e morale. Toccare il fondo quando si pensava di averlo già ampiamente incontrato, per poi andare davanti ai microfoni a raccontare menzogne e acrobazie semantiche. Brutture, illusioni e delusioni, con qualche sporadica crocchetta (come il derby vinto o la trasferta a Bilbao) da tirare al cane che non è nemmeno più rabbioso.

Una Maratona compiacente, irriconoscibile e divisa: nessuno ci era mai riuscito.

Quasi tre lustri trascorsi così, fino alla punta dell’iceberg di ieri: dopo un pareggio interno contro il Cagliari, colpo di grazia di una serie di risultati non positivi, il fido allenatore che Urby ha corteggiato per anni si presenta davanti ai giornalisti e dice: “io porto sempre come esempio un giocatore come Chiellini. Ha il fuoco negli occhi, è un punto di riferimento della Nazionale”.

Il gelo. Non Giorgio Ferrini, per dire. No. Chiellini,

Scoppia l’inferno, com’era facilmente prevedibile. La Maratona diffonde un comunicato in cui chiede l’esonero del mister toscano (ma non mi soffermerei molto su questo, considerando che non ho modo di verificare l’autenticità del messaggio). Altre testate titolano “Toro: è già pronto Gattuso”. Un polverone incredibile dove, parallelamente ad una squadra che gioca malissimo, va ad aggiungersi una confusione che non può essere altro che dannosa.

(Di seguito: la parodia del comunicato della Maratona secondo la pagina satirica “Accontentisti, Buonisti e Perdonisti” su Facebook. L’articolo prosegue dopo l’immagine).



Prima di lasciare la parola alla socia Francesca Perreca per una disamina dettagliata del naufragio sportivo che ha travolto la maglia granata negli ultimi anni (vai, socia, scalda la penna), voglio fare una cosa che molti lettori ci hanno richiesto: elencare alcuni punti in cui manifestiamo il nostro disappunto nei confronti di questa società. Nel farlo, mi ispiro ad un commento che ho letto di recente sui social: così nessuno può dirmi di essere autoreferenziale.

Tifosi ospiti nella nostra curva, tabellone non funzionante, due allenatori espulsi contemporaneamente, giocatori che “non ci stanno con la testa” durante la partita più importante degli ultimi cinque anni, sito web gestito come il volantino del Carnevale di Sala Biellese, Primavera che gioca a Vinovo, Millico venduto fuori tempo massimo, striscioni dei club tolti per far posto alla pubblicità, Filadelfia incompleto e chiuso al pubblico, Museo del Toro a Grugliasco, Europa League giocata ad Alessandria… siamo su scherzi a parte?“.

Nonostante mi prudano le mani vi lascio, come promesso, in buona compagnia.

di Francesca Perreca


Negli ultimi anni ho sempre affermato che avrei voluto vedere di nuovo il Toro, nella sua totalità.
Quello che quando scendeva in campo, anche con giocatori scalcinati, faceva comunque temere l’avversario e non lasciava la certezza della sconfitta. Quello che fra gli spalti “non ce n’era“.
Per avere questa idea, sono stata invitata caldamente a tifare quelli là, a Venaria, perché vincono sempre e sono la maggioranza in Italia. 

Nonostante i risultati positivi della scorsa stagione, esternavo il mio malcontento per un gioco obsoleto per il calcio odierno, un modulo che non era adatto alla rosa e la totale mancanza di idee soprattutto a centrocampo. Dato che vorrei vedere ogni tanto un bel gioco, al di là del risultato, sono stata invitata caldamente a tifare il Napoli, perché in questi anni è la squadra che si esprime meglio. 

Proprio perché i conti sono a posto ed i bilanci positivi, ho sempre desiderato che la società realizzasse un proprio progetto, sia a livello di ambizioni sportive sia di rivalutazione nella propria città. A causa di queste mie bizzarre visioni, sono stata caldamente invitata a tifare l’Atalanta, perché sta cercando di perseguire obiettivi sportivi e non solo.

In questi mesi ho taciuto sulle prestazioni nulle durante i preliminari di Europa League, ho voluto vedere il bicchiere mezzo pieno nonostante un calciomercato da cioccolatai, non mi sono espressa sulla figura evanescente del nuovo DS ed ho sperato in un cambio di vedute da parte dell’allenatore. Insomma: ho provato ad arrotolare i miei pensieri di “contestatrice“, e posare la cosiddetta ascia di guerra, per riflettere. 

Ma a tutto c’è un limite.

Nel giro di pochi giorni mi è toccato leggere e sentire cose del tipo “mi ispiro a Ferruccio Novo” e “Chiellini è un esempio da seguire“. Rabbrividisco!
Non faccio retorica e non credo sia necessario sottolineare quanto i due accostamenti siano del tutto fuori luogo, ma ribadisco che se ci fosse una società con certi valori ed un organico competente, non staremmo “qui” a discuterne o meglio non avremmo sentito certe esternazioni che per me sono blasfemie.

Una curiosità mi rimane, però: chissá coloro i quali mi invitano caldamente a tifare per altri, che cosa pensano di ciò che sta accadendo. Mi auguro che, per un attimo, abbiano arrotolato le statistiche, spento le calcolatrici e riflettutto sul nichilismo che sta dilagando, mettendo radici ed annientando i veri valori ed i personaggi a cui ispirarsi. 
Eh sí… probabilmente vivrò di ricordi… ma in un prossimo futuro, cosa resterà di questo presente?

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