Gli insulti a “La Buca di Maspero”: la risposta di Francesca Perreca

di Francesca Perreca
Ebbene sì: possiedo una vita.
E pure Marco (Fratta, n.d.r.) ne possiede una. Penserete: che cosa ci azzecca questo con “La Buca“?  C’entra, eccome.

Recentemente, siamo stati accusati per le nostre opinioni. E le accuse erano pure condite da un pizzico di insulti dei soliti noti. Quello che ci é stato “rimproverato” poco educamente non é tanto il fatto di pensarla diversamente da altri, poiché è lecito, bensì di non aver pubblicato interventi in occasione delle vittorie.

L’antefatto: ogni volta che si pubblicava un pezzo, alcuni tifosi ci criticavano e dicevano che era necessario aspettare fino alla fine per giudicare (motto che, tra l’altro, non dovrebbe nemmeno appartenere alla tifoseria Granata). Attendere è, dunque, il mantra di molti e in effetti non é propriamente quello mio e di Marco, che invece vorremmo molte cose e subito.

Svolgimento della storia: con la fine del campionato, ed un settimo posto raggiunto annaspando, ci siamo detti “okay, dai, prima di esprimerci aspettiamo di vedere cosa accade con il calciomercato, con la storia del Milan e con un’eventuale qualificazione in Coppa”. Abbiamo, quindi, ascoltato il suggerimento dei tifosi. Poiché nella sessione estiva nulla si è mosso, anche noi abbiamo evitato di commentare

Marco immerso nel suo lavoro, tra la pioggia e il vento dell’Irlanda e, cosa più importante, alle prese con pappe e pannolini moltiplicati per due. Io con un matrimonio a Palermo, il pendolarismo per raggiungere il lavoro e il non volermi fare scappare l’uomo della mia vita.

Epilogo: arrivano i play off. Le prime vittorie che hanno galvanizzato tutti, gli “11 no” di Cairo, il caso Nkoulou, i play-off non passati, un mercato dove di ciliegie vere e proprie non se ne sono viste. Eppure… il 3 settembre è uscito un mio articolo, dove si evinceva la speranza e dove si è voluto vedere il bicchiere mezzo pieno nonostante quello che (non) é accaduto in estate (leggi qui, se non ci credi). Ma nessuno se n’è accorto. Probabilmente fu poco interessante. Eppure abbiamo fatto proprio quello che ci avete consigliato di fare: aspettare a parlare -in questo caso a scrivere. 

Un nuovo inizio. Il caso ha voluto che, dopo tutto ciò, ci fosse la noiosa sosta per la nazionale, che a mio avviso fa più male che bene, e che il prossimo match in programma fosse contro il Lecce. Questa, però, non era una partita qualunque, ma la partita della verità. Quella con cui sarebbero dovute emergere le capacità e quel famoso “percorso di crescita“. Una partita che, se vinta, ci avrebbe portati in vetta alla classifica e questo non succedeva da parecchi anni.

Ma sappiamo tutti come sono andate le cose. Al di là della sconfitta, che brucia parecchio, quello che fa più rabbia è che ogni volta che si è chiamati ad affrontare una prova di maturità, la si fallisce. Possibile? Personalmente, prima della partita, avevo una sensazione negativa (forse dovuta al sesto senso femminile) e all’uscita dallo stadio non ero neanche incazzata o stupita. Ero svuotata! Mi sono sentita con Marco che, invece, aveva i fumi che gli uscivano dal naso. Ho provato a tranquillizzarlo ma aveva i nervi davvero tesi. Non c’è verso, quando è così.
Comprensibile. Il suo articolo é infatti molto pungente (leggilo) e anche provocatorio ma, in fin dei conti, abbiamo esattamente fatto quello che ci è stato consigliato: aspettare

Pochi giorni dopo, ecco la sconfitta esterna con la Samp… e siamo già a due consecutive. Ma va bene… d’accordo… nessuna critica questa volta.
Solo una veloce carrellata delle carinerie che, puntualmente, ci riservano determinati tifosi col prosciutto sugli occhi. Buon divertimento!














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