Volere è potere (F. Perreca) / Un derby da dedicare agli Invincibili (M. Fratta)

di Francesca Perreca
Sono impaziente. Sì.
Sarà la mia condizione di “essere donna”, sarà che sto invecchiando ma ho sempre più il desiderio che un “vorrei” si trasformi un “si può”.
Non parlo di trovare un fidanzato, ma di vedere tornare il TORO, quello con tutte le lettere maiuscole.
Non parlo necessariamente di vittorie, ma mi riferisco a quella TENACIA di cui sono sempre stata orgogliosa, a quella APPARTENENZA che tanti ci hanno sempre invidiato.
Non ho mai amato etichettare persone e cose ma andavo fiera dell’etichetta “IL TORO SIAMO NOI” perché era vera. Perché quel giorno di aprile mi sono innamorata di quel NOI: una bolgia colorata, infinita, e fiera. Nonostante tutto.
Negli anni però le cose sono cambiate.
Varie società.
Varie vicissitudini.
Varie correnti di pensiero.
Tutto lecito e forse al contempo sbagliato.
Quella bolgia si è un po’ stancata, incazzata e demoralizzata.
Ma sotto quei i borbottii, in fondo, ci ha sempre creduto.
Quello che ho visto contro il Milan è stato una specie di ritorno a quell’aprile lontano lontano.
Non parlo del bel gioco, quello no. Ma della tenacia, di rimediare agli errori, di oltrepassare le lacune e farcela
Questo è il TORO.
Non so di chi sia il merito ma mi piace pensare di aver partecipato, con altri 20 mila, ad una bella e meritata vittoria.
Perché se si VUOLE SI PUÒ, tutti insieme!


di Marco Fratta
Poco più di 24 ore al derby della Mole numero 198. L’atmosfera è plastica, la tensione palpabile. La data è il giorno prima del settantesimo anniversario della tragedia di Superga, e per colpa della Lega Serie A si è perfino rischiato che coincidessero.
I gobbi incarogniti per la consueta eliminazione dalla coppa ma già laureati campioni d’Italia, con un anticipo che ormai rende soporifero quello che una volta era il campionato più bello del mondo. Noi in forma smagliante e molto carichi per la vittoria sul Milan, ma ben consapevoli degli scheletri nell’armadio e dei sentieri impervi che nasconde questa sfida.
Il tifoso granata medio, ormai, prima ancora di guardare le formazioni ufficiali corre a scoprire chi è l’arbitro designato, come se fosse rilevante allo stesso modo. E in effetti…
Ma bando alla negatività.
Perfino noi de La Buca di Maspero, che siamo anti governativi e spesso satirici, questa volta speriamo in una prova di maturità dell’intera tifoseria, pronta ad unirsi intorno alla nostra storia eterna al grido di “Torino è stata e resterà granata“.
Domani e dopodomani, sul campo dei gobbi e di fronte alla lapide degli Invincibili, non ci dovranno essere divisioni tra accontentisti e maicuntent. Non questa volta. Da lassù vogliono vederci uniti, compatti, grintosi e determinati. Questo è il momento di rendere onore ad un’autentica leggenda anche con i piccoli gesti dell’atteggiamento quotidiano.
Se dopo 70 anni, ogni piovoso 4 maggio, il mondo parla ancora di loro, allora meritano un regalo che sia all’altezza di tutta questa gloria. Un regalo che arrivi sì dal campo, ma anche e soprattutto dagli spalti.
Diversi ricordi, sparsi nei nostri 113 anni di storia, suggeriscono che questo sia decisamente possibile.
Lotta con onore
per il simbolo del cuore
.
Buon derby a tutti.

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