Frosinone-Toro 1-2. Memorie di un tifoso in Irlanda

Sono circa le 16 di una domenica qualunque.
L’euforia mi pervade e la gioia mi rimbalza nel petto. La cosa si percepisce con chiarezza nel salotto del mio appartamento, a Dublino, dove lattine di birra vuote e accartocciate sono la scenografia prevalente. È festa, oggi. È una festa che non si può rovinare.

Ma all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, qualcuno bussa alla mia porta.

Toc toc.

Apro, incauto, e mi trovo davanti un tipino irlandese sulla quarantina.
Roscio, lentiggini come inestetismo più che particolarità, fiatazza di whisky (anzi, whiskey, sennò si incazzano).
Ci guardiamo negli occhi come qualcuno che sta cercando di non farsi fregare: l’atmosfera è più o meno quella lì.

-Buongiorno.-
-Buongiorno a lei. A cosa devo l’onore?
-Sono l’inquilino del piano di sotto. Ed è da almeno venti minuti che lei fa un chiasso assordante. Va tutto bene?
-Direi proprio di sì.
-Strano. Il mio soffitto tremava, le sue urla si sentivano come se fossimo uno accanto all’altro.
-Immagino. Stavo festeggiando.
-È il suo compleanno?
-No…
-Ha vinto alla lotteria?
-No…
-È diventano qualcuno nella vita?
-Ancora no…
-E allora cosa diavolo sta succedendo?!
Il Toro ha vinto 2-1 in trasferta a Frosinone, blasfemo! Eravamo in svantaggio, poi il Gallo Belotti ha fatto una doppietta indimenticabile. Il secondo gol, in particolare, lo ha fatto in rovesciata!
-Il Toro? The bull?
-Dio quanta ignoranza. Dunque. Io sono di Torino, Italia, conosci?
Oh! Brilliant! I’ve been in Rome, Florence, Venice! Venice, Florence, Rome! Florence, Venice, Rome!
-E bla bla bla, fermati lì, tanto dite tutti la stessa cosa. In Italia c’è pure Torino, sai? La prima capitale, la città dove è nata l’idea di unificare il paese… e ancora adesso ci stiamo chiedendo se fosse il caso di bere così tanto quel giorno.
-Ah, ho capito! La città della Juventus!
-Oh, cristo. Se hai deciso di starmi antipatico a tutti i costi, oggi è il tuo giorno fortunato.
-Uhm… mi sembra di capire che sei un tifoso dell’altra squadra della città allora…
Altra ci sarà tua sorella. Io tifo Torino, l’unica vera squadra di Torino. L’altra si allena a Vinovo, gioca a Venaria e la si tifa prettamente in meridione.
-Ok, ho capito. E quindi oggi il Torino ha vinto la partita.
-Sì, boia faus!
-Ed era quindi il caso di far tremare il mio lampadario?!
-Ascolta, Jerry…
-Non mi chiamo Jerry.
-Io chiamo tutti Jerry quando voglio fare l’arrogante.
-Ah.
-Vogliamo parlare di voi, che per una sottospecie di sport che si chiama “calcio gaelico” inondate le strade di vomito per serate intere? Eh?
-…
-Vogliamo parlare della festa di San Patrizio, in cui non riconoscete vostra madre per giorni e bevete porcherie tutti pitturati di verde? Eh?
-…
-Vogliamo parlare della vostra inspiegabile passione per la Premier League, quando passate la vita a menarci il torrone con sta storia dell’Irlanda repubblicana? Eh?
-…
-Vogliamo parlare di quel pinnacolo inguardabile che avete piantato nel mezzo della O’Connell Street, quando noi a Torino abbiamo la Mole nello skyline e piangiamo tutte le volte? Eh?
-Fermati… mi fai troppo male.
-Quando ci vuole, ci vuole. Facciamo pace come se niente fosse ora, all’inglese! (ahahaha). Vuoi bere qualcosa?
-Mi spezzi il cuore. Voglio vino. Vino italiano. Grazie.
-Guarda, in casa ho solo un Barolo del 2004 ma non te lo offro, perché tanto non lo capiresti. Se vuoi ho una lattina di Guinness, così dopo possiamo farci un selfie con la pallina di carboazoto e postarla su Facebook!
-No, grazie… vado a casa. Ho bisogno di stare solo.

Fa per andare via, ma prima che io chiuda la porta si ferma.
Si volta.
Torna indietro e mi guarda, languido.

-Comunque hai indovinato… mi chiamo Jerry veramente. Sempre Forza Toro.

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