Udinese più sfigata del Toro di Amsterdam: i Granata arraffoni ramazzano il bottino

Toro-Udinese 1-0.

Il risultato, visto così, sembra freddo e privo di chissà quali tumulti da raccontare. “Di misura“, si dice in questi casi.
Ma è solo una superficiale impressione: la partita tra i granata e i bianconeri friulani, in questa ventitreesima giornata, è stata senza dubbio la più ricca di emozioni e di colpi di scena.

Ad onor del vero -e del merito- sono stati due gli elementi chiave dell’incontro: Ola Aina e Salvatore Sirigu.
Il primo ha segnato al 31′ l’unico gol della gara. Il cross è arrivato da sinistra e il difensore nigeriano, attentissimo ad evitare il fuorigioco, ha colpito di testa.
Il secondo ha parato un rigore a Rodrigo De Paul al 75′, con un memorabile tuffo a sinistra seguito dal forte abbraccio dei compagni.

Al novantesimo, prima di un estenuante recupero di 11 minuti, Okaka ha tirato una mina da fuori area e ha segnato il momentaneo pareggio –annullato dopo l’intervento del VAR poiché Lasagna, in fuorigioco, ha toccato la palla prima che entrasse.
Di lì a poco, i bianconeri sono rimasti in dieci per il gioco falloso di De Maio e, non contenti, hanno visto i propri sogni infrangersi sulla linea di porta grazie al salvataggio di Djidji.

Ora, terminato il noioso tabellino, restano da fare le considerazioni che ogni tifoso obiettivo dovrebbe portarsi dentro questa settimana.

La prima, cruda ma lapalissiana: senza la sfiga atomica dell’Udinese, il Toro oggi non avrebbe portato a casa i 3 punti. Non basta avere Santo Salvatore tra i pali (chapeau) e la sporadica spizzata offensiva di turno (ormai sempre concretizzata da un elemento difensivo). Nella Serie A di oggi è troppo poco per dire che il Toro abbia meritato.

La seconda, severa ma evidente: la scelta consapevole di non fare qualche acquisto a gennaio, sarà il tumore che ci traghetterà fino alla fine della stagione. Questo momentaneo ottavo posto ha del virtuale poiché la rosa, così com’è, non è in grado di fare e mantenere alcuna promessa. Il fatto di aver sentito così tanto la mancanza di Nkoulou, per esempio, è eloquente: anche senza impegni di coppa, è impensabile reggere il tiro per 9 mesi senza turn over.

L’ennesima espulsione di Mazzarri per proteste, e le bestemmie sul labiale di Frustalupi, hanno finito di condire questa spumeggiante giornata di pazzo sport e di sfighe altrui.

Aiutati, mio caro Toro, che Dio ti aiuta.

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