L’amarezza dopo Roma-Toro e il soporifero Mazzarri

Ho pensato e ripensato (ebbene sì, lo faccio anche io) a come commentare l’inizio di questo anno calcistico ma, per quanto mi riguarda, ci metterei di nuovo le stesse parole.

Parole oramai sprecate.

Il sig. Walter Mazzarri poggia il sedere sulla panchina del Torino f.c. da poco più di un anno. Il super direttore galattico ammise che era bramato e rincorso dal 2007 ed era proprio lui quello adatto a raggiungere i traguardi sperati. Perfino quando per due volte di fila il Toro vinse all’Olimpico di Roma e fu dichiarato pieno appoggio all’ei fu allenatore.

Mazzarri, un tecnico che attua un modulo obsoleto per il calcio di oggi e a quanto pare non è mai in grado di leggere la partita in corso.
In un anno il Toro é passato da un tecnico che metteva in attacco anche il portiere ad un difensivista dichiarato.

Lungi da me mettermi nei panni di un mister, però da spettatrice e da tifosa vedo un gioco senza idee, a lunghi tratti noioso. Oggettivamente brutto.
Continuo a veder sprecare punizioni e calci d’angolo che neppure in Lega Pro, marcature a zona che lasciano spazi e possibilità all’avversario di cadere, rialzarsi e fare gol. Passaggi e stop sbagliati. La prima punta che va a recuperae palloni oltre la propria trequarti per poi correre come un pazzo e infine sbagliare sotto porta.

Mazzarri ha trasformato l’attacco del Toro, che fino ad un anno fa era il più prolifico, in un guazzabuglio. Nessuno sa più chi fa cosa, neppure i giocatori.
Nonostante alcune falle evidenti c’è chi afferma che “siamo a posto così e senza errori arbitrali, il vento, la pioggia, il freddo, il cotechino e lenticchie di San Silvestro, il quarto posto sarebbe nostro di diritto”. Sarà.

Però, ragazzi, in trasferta siamo imbattu… ah no, non regge più manco questa

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