Ciao Povery: il mercato invernale del Toro di Cairo

Scaltro e sensibile, metodico ma ispirato, impulsivo e strategico: sì, parlo proprio di lui, del nostro Signore delle Plusvalenze. Genio e sregolatezza si alternano, da sempre, nella sua mentalità imprenditoriale e fanno tremare l’ormai simbolica concorrenza.

Nel lontano 2005, il suo sguardo magnetico e penetrante si affacciava nel mondo del pallone. La prima storica battaglia si consumò nei palazzi dell’alta borghesia torinese contro un avversario duro a morire, tale Giovannone. Ma Urby lo eliminò in pochi giorni con lo stile di Guile che fa un perfect su Ryu a Street Fighter II.
Ed era solo l’inizio.

Da quel momento, 13 anni di pura gloria si sono succeduti sui campi di tutta Europa (capito maicuntent? Il campo espugnato a Bilbao non era in Italia ma in Europa!).

E adesso? Beh… adesso si va verso la consacrazione, ovvero il consolidamento di un percorso di crescita palpabile che non lascia margine a critiche vuote e ripetitive.

Ma andiamo nel dettaglio di quanto sta succedendo sulla scrivania di Gianluca monoface Petrachi e nel portafogli di Urbano urby et orbi Cairo.

IN INGRESSO
Nessuno! Anche il mister Mazzarri ha già detto che la rosa è completa. Anzi, al massimo va sfoltita. Squadra che pareggia non si cambia.
C’erano dei rumors su uno scambio ZazaCutrone col Milan, poi su Perotti (in prestito eh), ma è ancora tutto molto aleatorio e al confine con l’immenso mondo delle fake news. E soprattutto: nessuno è indispensabile, nessuno è determinante! Se volete vincere sempre andate a tifare quell’altra squadra!

IN USCITA
1) Soriano, in direzione Bologna. Dopo il like su Instagram alla foto di Ronaldo era già in odore di partenza. Il Presiniente, che ama i suoi supporters, accompagnò alla porta a gennaio anche Quagliarella per uno sgarro ai tifosi, quindi il gesto eroico conserva pure un precedente (messaggio subliminale ai memoriacortisti).

2) Parma, Chievo e Spal corteggiano Simone Edera. Il nazionale Under 21, classe 1997, è uno dei pochissimi esemplari di giovani cresciuti nel vivaio Granata e poi, seppur a fatica, trattenuti in prima squadra. Sedici presenze e un gol per lui, finora, che può giocare sia da ala che da prima punta e fare affidamento su un ottimo piede sinistro. Come finiranno queste trattative? Va detto che Mazzarri non è proprio il miglior tecnico per valorizzare il nostro Simone… e questo potrebbe essere determinante.

Quindi? Quali impressioni a caldo possiamo asserire?
Solo io vedo in tutto ciò una straordinaria prudenza unita ad un indomito spirito di competizione?!

Se guardate bene, fratelli Granata, ma proprio bene, cioè attraverso, riuscirete anche voi a scovare nell’anima di questo progetto ciò che davvero, e da sempre, lo contraddistingue:

IL NIENTE.

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