2019: gli Auguri Granata di Francesca Perreca

Gli Auguri Granata di Francesca Perreca

Il 2018 è ormai finito portando via con sé le speranze, le magnate, le parolocce, le esultanze ed i tanti rimpianti.
E quando parlo di rimpianti, non mi riferisco al mio di anno -per quelli potrei scrivere pagine e pagine- ma a quello della mia squadra del cuore.

Inutile dirvi che avrei voluto di più da questo Toro targato Mazzari, anche se sotto sotto sapevo come si sarebbe concluso il giro di boa perché si possono cambiare le targhe… ma se il marchio di fabbrica resta lo stesso da 13 anni si va avanti poco.

Partiamo dal fatto che ad inizio stagione qualcuno affermó che la rosa era all’80% completa. Una squadra con giocatori più fisici che tattici e, a mio avviso, non adatti al modulo del nuovo mister.
Con l’arrivo di Soriano, oltre a volerle uscire per l’entusiasmo, ho creduto in un centrocampo con più qualità e quindi con più possibilità di finalizzare le occasioni da gol. Questo mio pensiero era dettato anche dal fatto che con Adem trequartista il gioco sarebbe stato più fluido. Invece… il nostro numero 10 ci ha salutati e, al posto suo, è arrivato quello che mai e poi mai avrei voluto vedere con la Maglia Granata, per di più con indosso il numero che fu di Pupi.

Orrore, sensazione ancora non mutata e rafforzata dal fatto che davanti puoi avere anche Oliver Hutton ma se non hai chi ti passa le palla rimani una punta di poca cosa. Dissi che la squadra così era incompleta e che la nostra dimensione rimaneva quella di galleggiare a metà classifica.

Fui accusata e tacciata di maicuntentismo… 

Volutamente non ho commentato il derby perché il finale era abbastanza scontato; stessa cosa vale per la vittoria prevedibile contro l’Empoli. Vorrei invece spendere giusto due parole per i pareggi contro Sassuolo e Lazio: solo rimpianti.

Si passa in vantaggio ma puntualmente non si é mai capaci di mantenere il risultato. Invece di cercare di chiudere la partita, creando occasioni da gol, si arretra e di conseguenza subiamo gol sulle ripartenze dell’avversario. Partite che si stanno vincendo e che andrebbero chiuse con determinazione si trasformano in pareggi amari.

Da inizio stagione ho visto la nostra punta spostarsi sulla fascia, fare da terzino, recuperare palloni a centrocampo e aiutare in difesa. Belotti fa cose che non gli competono, si vede anche perché non le fa al massimo anche se lui sputa sangue in ogni partita.

Questo per come concepisco io il gioco del calcio é inammissibile: l’attaccante deve fare l’attaccante. Il Gallo fatica a cantare ed ad alzare la cresta. In molti stanno festeggiando questo 9° posto perché non abbiamo mai perso in trasferta e soprattutto perché senza torti arbitrali sarebbe un quarto posto. Ma la realtà é diversa, anzi, a dirla tutta é uguale alla stagione scorsa, a quella prima, a quella prima ancora…

Un 2018 da metà classifica. In questo 2019 bisogna pensare ai classici buoni propositi. Personalmente non vorrei più perdere alcune occasioni per cui mi sono ripromessa di non vivere di rimpianti . La mia parola d’ordine, infatti, é agire.
Chissà se il Torino F.C. avrà le mie stesse intenzioni. Io, di certo, non demordo.

Auguri Granata per un 2019 da Toro!

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