Impresa compiuta contro il Sudtirol: ecco come questo Toro ha riacceso la mia femminilità


di Francesca Perreca

Un giovedí lavorativo tranquillo, che é il preludio di una serata da dedicare in toto al mio Toro.

Arrivo a casa, saluto il mio zampettante e festoso Leon, slaccio e lancio il reggiseno nell’iperspazio, mi sbottono i jeans e mi lascio cadere sul divano. Eccomi: sono pronta per la visione del big match di coppa italia (scritto volutamente in minuscolo). Il Torino Effeci contro un temibilissimo SüdTirol.

Una squadra di serie A contro una di serie C, per intenderci.
Si dovrebbe notare la differenza di categoria e dovrebbe evincersi una certa supremazia. Ma invece… è una roba piuttosto imbarazzante. Anzi, la solita noia.

Mentre Eraldo Pecci fa la telecronaca della partita con la stessa vivacità del gioco a cui sto assistendo, vengo presa dallo sconforto. Così, a differenza dei giocatori Granata, aguzzo l’ingegno e decido di dedicare del tempo a me stessa -altrimenti il rischio di addormentarmi è troppo elevato.

Prendo una bacinella, la riempio di acqua caldissima e vi immergo i piedini da Cenerentola: mi faccio una pedicure.
15 minuti a mollo, asciugatura, smalto metallizzato e crema.
Ahhhh che meraviglia!

All’improvviso, il “gol” di Soriano sblocca il match e me ne accorgo a malapena.
Ora dovrebbe ravvivarsi la partita” penso fra me e me. Invece… catalessi totale.

Fine primo tempo.
Durante l’intervallo, vago per la cucina e cado in tentazione: apro la dispensa. Un pacco di Loacker mi fissa. Sono stoica, resisto al richiamo dei dolci altoatesini e richiudo subito l’anta del mobile.
Nel frattempo il gioco riprende e, in un attimo, mi cala di nuovo la palpebra.

A questo punto ci vuole l’asso nella manica: una manicure. Limo le unghie, zigzagzigzag, smalto trasparente et voilà.
Nel frattempo Mazzarri si mette le mani nei capelli e vorrei fare pure io lo stesso, ma mi ricordo di avere ancora lo smalto fresco e, nonostante sia una donna da spalti, quella da smalti ogni tanto emerge.

Ed ecco il raddoppio di Edera che, festoso, va sotto la curva e mentre esulta noto che il fanciullo sfoggia un brufolo che pare il Monviso, proprio al centro della fronte. Caspita, ha un bubbone enorme e mi viene da toccarmi la faccia.
Il pensiero va pericolosamente ai miei di brufoli.

Afferro subito lo specchio, quello da professionista che analizza ogni minima imperfezione. Mio dio che cosa vedo… inizio a spremere con foga tutti i punti neri che balzano ai miei occhi (mi scuso per l’immagine orrenda che sto descrivendo, ma è tuttavia meglio del gioco di questo Toro).

Finito di torturare il mio volto, quindi é il momento di idratarlo con una crema facendomi un massaggio facciale, così da rendere la pelle del mio viso liscia come quella di una pesca.

Posso ritenerni davvero soddisfatta per aver impiegato 90 minuti alla cura della mia persona.

Me li merito proprio, quei Loacker.
I tirolesi, che bontà!

TORNA ALLA >HOME PAGE<
LEGGI >TUTTI I MIEI ARTICOLI<
LEGGI GLI >ARTICOLI DI MARCO<

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *