Toro-Sudtirol. Il presidente Cairo: “bisogna vincere per continuare a scrivere la storia del calcio”

La città è prigioniera di un silenzio assordante.
Nottetempo c’è stato qualcuno che, anonimo ma irreprensibile, ha esposto la bandiera Granata sul balcone.
La posta in gioco è alta. Sta per giungere all’Olimpico Grande Torino una squadra che spaventa e destabilizza, candidata ad interrompere la serie di risultati positivi che il Toro sta faticosamente, ma con gloria, collezionando su tutti i campi della penisola.

Il SUDTIROL.
Compagine che, secondo gli ultimi rumors di mercato, sta corteggiando il fresco vincitore del Pallone d’Oro Luka Modric.

Poco prima di espugnare il San Bilbao contro l’Atletico Mames (o qualcosa del genere), la tensione non era affatto diversa: anche in quel caso c’erano veri campioni che analizzavano le mosse dell’avversario con il dovuto anticipo, senza mai perdere la concentrazione.
Che nottata fu! Capitan Glik sputava dappertutto le bucce dei semini di girasole, mentre Beppe Vives intonava ‘O sarracino per fare training autogeno. Per intenderci, Lentini che si faceva la piega nello spogliatoio era già un antico e vetusto ricordo, pieno e zeppo di imperfezioni stilistiche.

Ma torniamo al big match.
Mazzarri, soprannominato Karma Negativo da ingrati e capricciosi tifosi, ha già detto che “bisogna affrontare la gara contro i tirolesi con lo stesso atteggiamento di una partita normale“.
Noi, che siamo intellettualmente onesti, ci chiediamo: ma davvero in giro ci sono degli squilibrati che pensavano fosse una partita del cazzo?! Non c’è davvero limite alla vergogna.

Noi sosteniamo la Leggenda.
Siamo con lei, la desideriamo e amiamo follemente il mecenate che la porta avanti.

Grazie a Urbano, la città di Torino unirà per la seconda volta l’Italia a scapito dei secessionisti trentini.

(Leggi QUI le vergognose critiche dirette al nostro padre spirituale, da cui prendiamo liturgicamente le distanze).

Mi rivolgo ora alla squadra: cosa posso aggiungere, miei amati Campioni? Preparandoci alla tempesta emotiva che ci regalerete, noi abbiamo già cazzato la randa, ammutinato le vele e ammainato il capitano (o qualcosa del genere).

Non vi resta che ubriacarci di tremendismo, come d’altronde fate sempre.

Da Bilbao allo strudel separatista, sempre fiero di essere accontentista.

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