La sosta del campionato è noiosa? Niente paura, ci sono le bufale

Che la consueta sosta di due settimane scateni la noia collettiva è una verità assoluta. Che quella noia, poi, porti alla diffusione massiva delle notizie più singolari e strampalate… beh, è addirittura una tautologia. Mi riferisco chiaramente ad alcune bizzarre informazioni che ho letto in giro negli ultimi giorni. Striduli acuti che mi hanno lasciato perplesso poiché, per natura, non amo le menzogne.
Provo a riassumere il tutto in tre punti.

1.
Innanzitutto ci sono i rumors di mercato. Vi starete chiedendo: a novembre? Sì. Anche a novembre.
Sono parecchie le voci di corridoio su chi parte, chi arriva, chi è sempre corteggiatissimo (Baselli), chi è una risorsa poco capita dal mister (il nazionale serbo Lukic), l’ascesa di Millico in prima squadra, l’agognato arrivo di Candreva e Lazzari… e chi più ne ha più ne metta. Di breaking news in stile arriva lui e si volta pagina ce ne sono a decine, tutte col dichiarato intento di solleticare la fantasia per superare l’odiatissima sosta.

In verità, l’unico dato reale degli ultimi giorni è il rinnovo contrattuale di Iago Falque fino al 2022, che per la gioia non è riuscito a contenere l’entusiasmo e dopo la firma ha dichiarato: “voglio vincere un trofeo col Toro”.
Mi piacerebbe sapere dove la compra, perché all’apparenza sembra davvero buona.

Le altre fughe di notizie sul vai e vieni sono per lo più ipotesi, supposizioni e sogni ad occhi aperti. Non dovremmo mai dimenticare che le compravendite di autentica maestria sono sempre avvenute a sorpresa e che, dati alla mano, la carta stampata è riuscita a prevederne ben poche. Conviene metterci il cuore in pace e ragionare sulla stagione in corso con i mezzi di partenza. Se poi qualche valido innesto decide di colorarsi il cuore di Granata ed unirsi ai nostri naufraghi, ben venga.

2.
Su un sito di notizie sul Toro che onestamente seguo poco, è stato pubblicato l’articolo di un certo Luca. Si tratta di un intervento pieno di dati numerici, scritto da qualcuno che non solo sembra bravo a cercare informazioni ma anche autorizzato a possederle.
Nell’articolo si dice che, nonostante il quinto anno consecutivo di utili del Torino FC, il bilancio societario del 2018 si chiuderà in rosso per via dei generosi investimenti del presiniente.

Ora… quale sia la mia posizione sulla gestione Cairo è perfettamente chiaro ai lettori de La Buca. Quello che mi stupisce, come sempre, è la volontà di diffondere interpretazioni che non vanno affatto d’accordo con la realtà.
Qual è l’obiettivo di questi avvenenti tifosi del fatturato? Si può sapere una volta per tutte?

Per investigare, ho cercato l’autore dell’articolo su Facebook e ho subito notato che non abbiamo amicizie in comune: è un fatto molto strano. Un tifoso di norma frequenta i gruppi, scambia friendship per creare una rete di contatti e per condividere informazioni. Io e la socia, ad esempio, abbiamo 40 amici in comune da prima ancora di iniziare a collaborare. È una cosa fisiologica. Come fai ad occuparti di Toro sul web senza avere alcuna interazione?
Mistero della (mala)fede.

Qui sotto c’è una mia riflessione scritta e diffusa dopo la censura che abbiamo subito nei giorni scorsi. È solo uno scenario possibile che, però, diversi tifosi sottoscrivono da tempo.


3
.
Tutti noi abbiamo sempre criticato il quotidiano Tuttosport, fin dalla prima direzione di Xavier Jacobelli. Lo abbiamo fatto perché ci sembrava troppo ricurvo al cospetto del potere gobbo, spesso in maniera evidente e senza ritegno alcuno.
Quando il vigile Urbano ha scalato RCS Mediagroup una domanda, a molti, è sorta spontanea: quale sarà da oggi la credibilità della Gazzetta?

Ebbene: un articolo dello scorso 19 novembre, comparso sul quotidiano rosa, riporta che “il Toro sta segnando con lo stesso ritmo della Juventus”. Ve lo giuro, non è uno scherzo. Un articolo altisonante e pieno di elogi, dove si respira un’atmosfera da squadra di alta classifica e del tutto dedita al raggiungimento dei propri obiettivi. Roba da rimpiangere Beppe Braida che scherniva i telegiornali sotto il governo Berlusconi, facendo ironia perché quelli del premier si rivelavano essere sempre i più servili.

Sono bastati due risultati eccitanti in dodici partite (la vittoria a Genova e il pareggio a San Siro) per adottare la mentalità dei campioni. Avanti tutta.

Scherzi a parte, tra decine e decine di bufale è certamente il momento di raccontarci una verità: il nostro sogno di adesso è vedere i risultati direttamente proporzionali a quel fatturato che cresce, perché per ora siamo rimasti prigionieri di un percorso che non decolla.
Che fare, quindi?

Io, nel dubbio, ho già acquistato il biglietto del derby e l’ho fatto solo per la maglia.

FVCG

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