Toro-Parma 1-2. E perché mai?

Io ce la metto la buona volontà.
E non mi riferisco a quella di trattenermi dal magnarmi tutto il chiosco davanti allo stadio… ma a quella di capire.

Capire certe dichiarazioni.
Capire questo o quell’atteggiamento.
Capire determinate scelte.
Mi applico sempre con tutta la buona volontà possibile.
Ieri, però, ogni volontà è stata surclassata dalla delusione.

Non mi riferisco solo alla sconfitta: quella è stata una specie di “ciliegina” sulla torta che mi è arrivata in faccia.

Dopo la schiacciante vittoria a Marassi io, come tutti i tifosi, ero bella gasata e di conseguenza ho anche galvanizzato la squadra con ogni mezzo che avessi a disposizione.
Nella gioia, tuttavia, non mi sono affatto sfuggiti alcuni episodi che mi hanno resa perplessa.

Una delle prime cose che non riesco più a comprendere sono le affermazioni: il presidente dichiara che “è necessario tenere un profilo basso”. E pare che ieri la “sua” squadra lo abbia preso perfettamente in parola.

In genere, una società che ha obiettivi seri dovrebbe complimentarsi con i giocatori dopo una bella prestazione, che magari ha portato ad un’ottima vittoria e fatto conquistare 3 punti -che alimentano con energia il morale dei giocatori e di tutti.
Invece ordina di tenere un profilo basso. E perché mai?

Poi succede che sui giornali sportivi appare un articolo in cui alcuni club granata invitavano quelli là a Superga. Sia chiaro io non acquisto certi giornali, ma seguo i social, e questa notizia era proprio su tutte le pagine dei tifosi. Dapprima ho pensato fosse una fake news, dato che ne girano tante. Poi ho supposto di aver letto o capito male… e invece no. Tutto vero.

Invitare quelli là a Superga. E perché mai?

Dentro di me ho pensato che la settimana delle stranezze fosse finita lì, invece no. Giovedì arriva la designazione di chi arbitrerà l’incontro: un certo signor massa (volutamente in minuscolo) di Imperia, ridente cittadina ligure.

Un ligure a dirigere la gara, immediatamente dopo la debacle dei blucerchiati. E perché mai?

Non è tutto. Sabato, a 40 minuti dal fischio d’inizio, vengono ufficializzate le formazioni. Il Parma lì davanti ha tre attaccanti mentre Mazzarri dispone il solito modulo obsoleto, che non si vede dal secolo scorso, e inverte i ruoli di Izzo e Dijdij. Non contento, scombina la difesa che sembrava stesse diventando un punto fermo nella squadra.

Inverte i difensori. E perché mai?

Non mi dilungo sulla prestazione ingloriosa, altrimenti rischierei di essere becera e poco femminile. Ma l’unica cosa che mi vien da pensare è che quel meteorite che poteva essere sbriciolato dalla grinta del Toro (leggi qui), lo abbiamo preso in pieno. In fronte.

Ed è sempre più difficile pensare che sia un caso.

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