Rocchi e Irrati per Samp-Toro? Uno scandalo. Ma anche l’ennesima scusa pronta per Cairo e Mazzarri

Nell’immenso mondo di chi si occupa di calcio senza giocarlo, c’è un tipino eccentrico e logorroico che non mi è mai stato simpaticissimo: Federico Buffa. Quando esprime un’opinione, però, nella maggior parte dei casi mi trovo d’accordo con lui.
Niente di allarmante, intendiamoci. Non ho detto Mughini, Sconcerti, Jacobelli, Adinolfi o la Littizzetto. Se mai dovessi trovarmi in sintonia con questi, correrei dal medico, dallo psicologo e dal confessore nello stesso giorno.

Buffa ha contribuito a diffondere la storia del Grande Torino nelle librerie e nelle scuole: è un intellettuale che ci rispetta (video). E qualche anno fa, durante la presentazione del suo ultimo titolo, qualcuno gli chiese cosa pensasse degli arbitri italiani, delle designazioni e dei vari scandali. Lui disse che “negli Stati Uniti, i giocatori e i tifosi non sanno chi sia l’arbitro fino a un’ora o due prima del match“. Il malcapitato si presenta negli spogliatoi, accompagnato dai suoi assistenti, e si palesa alle rispettive squadre e società. In Italia invece (e questo non lo ha detto Buffa) le designazioni sono la benzina di una certa informazione, nonché il business di molti manager calcistici.

Questo la dice lunga sull’etica dei direttori di gara e sulla loro storia. Il buono, il cattivo, il filogobbo, l’antigranata, il recidivo, il sospettato: è una sorta di Grande Fratello Vip dove chi sbaglia non viene mai davvero punito e l’aria che si respira è quella della amicizie sporche (o sudditanza psicologica, come dicono nelle tribune televisive).

Chi è Gianluca Rocchi? È un fischietto che si è reso protagonista di molte situazioni di presunta malafede. Difese pubblicamente Buffon nel caso di Oliver e la pattumiera al posto del cuore, si beccò due turni di stop dopo Gobbi-Roma del 2014 per aver favorito la squadra di casa, sollevò un polverone a livello europeo dopo l’arbitraggio spazzatura di Real-Psg in Champions League, e potrei andare avanti a lungo.

Quello che però interessa a noi granata in questa circostanza è che Rocchi, secondo moltissimi tifosi, ha una palese antipatia per la nostra maglia. Cinque derby persi, tutti conditi da sviste arbitrali. Una direzione dilettantistica durante, guarda caso, Samp-Toro dello scorso anno. E se incrocia Mazzarri vede rosso (e lo estrae). “Quando viene designato, sappiamo a prescindere che accadrà qualcosa di negativo” scrive noigranata.com con sommesso ottimismo.
Al Var sarà assistito da Massimiliano Irrati, un altro che non è proprio indicato per portare la fiaccola alla salita del 4 maggio.

Tutti dicono e scrivono sui social che non si doveva fare. Ed è impossibile non essere d’accordo.
Ma la mia paura è che Mazzarri e Cairo, entrambi in tribuna, possano approfittarne per farci trovare l’ennesima scusa preconfezionata in caso di batoste. Dopo gli infortuni, la sfiga, l’invasione delle cavallette, il karma negativo e Paolo Fox che ci assegna solo una stellina, ci sarà anche la coppia Rocchi-Irrati a far loro evitare la sbarra dell’autocritica. Un’occasione ghiotta, per giunta in un periodo in cui Cairo ha deciso di fingersi paladino della guerra agli arbitri.

A noi tifosi, come sempre, resta la fede.
Totalizzare 17 punti domani sarebbe una botta di vita utilissima per sollevare il morale, per tornare a pensare di scendere in campo con autorevolezza il 15 dicembre, per recuperare un po’ di meritata serenità.
Ricominciamo da noi. Sempre e solo da noi. Così se la sfiga decide di cambiare aria è tutto grasso che cola.

FVCG

TORNA ALLA >HOME PAGE<
LEGGI >TUTTI I MIEI ARTICOLI<
LEGGI >GLI ARTICOLI DI FRANCESCA<

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *